La storia della lettera a Babbo Natale

L’abitudine dei bambini di scrivere una letterina a Babbo Natale – o Santa Claus che dir si voglia – è una tradizione che risale a molto tempo fa. La letterina contiene di solito una lista dei giocattoli e, in generale, dei regali desiderati, doni che ogni bambino si aspetta poi di trovare sotto l’albero la mattina del 25 dicembre.

Chi, da piccolo, non ha aspettato con trepidazione il Natale, per capire dai doni se era stato abbastanza buono durante l’anno? Chi non ha promesso di comportarsi ancora meglio in futuro, dopo aver ricevuto qualche parola di rimprovero da parte del sempre bonario Babbo Natale?

L’uso dell’ufficio postale per contattare Babbo Natale è un fenomeno nato negli USA. I bambini scozzesi all’epoca gridavano i loro desideri sul camino, mentre gli europei si limitavano a lasciare le calze o le scarpe vicino al letto per il regalo.

Grazie all’illustratore americano Thomas Nast, i giornali statunitensi riportarono l’arrivo delle lettere di Babbo Natale ai dipartimenti postali locali, e poi ai loro stessi uffici, visto che molti direttori avevano riconosciuto il forte potere emotivo delle lettere, e avevano deciso di pubblicare gli scarabocchi dei bambini con le liste dei loro desideri.

All’inizio le richieste dei bambini tendevano a essere semplici e pratiche. Le letterine al caro Babbo Natale scritte tra il 1870 e i primi decenni del 1900 chiedevano doni come scrivanie, libri di preghiere, generi alimentari e vestiti buoni per papà che doveva lavorare. Mentre la società cambiava, i bambini hanno cominciato a chiedere oggetti più divertenti o adatti alla loro età, come caramelle, bambole e pattini a rotelle fino ad arrivare agli automi, i videogiochi e i droni di oggi.

In molti Paesi i servizi postali hanno incentivato il mito della letterina a Babbo Natale e spesso sono stati organizzati eventi in cui le risposte sono state fornite da volontari. L’esempio più eclatante è quello canadese dove esiste un apposito e onomatopeico codice H0 H0 H0 derivante dal bonario “ho ho ho!” di Santa Claus.